Jorche



il produttore
Jorche
A Torricella, nel cuore del Primitivo di Manduria, la famiglia Gianfreda fa vino dai primi del Novecento. Tutto parte dal trisnonno Giovanni e dal suo palamientu, la forma più antica di cantina organizzata. Il lavoro passa poi al bisnonno Costantino e a suo figlio, nonno Cosimo, che costruisce la prima cantina moderna. Papà Antonio diventa il primo enologo di famiglia. Oggi Antica Masseria Jorche è arrivata alla quinta generazione, ed è guidata da due sorelle.
Una cantina tutta al femminile. Dalila segue la parte commerciale, la comunicazione e i mercati esteri. Emanuela è l'enologa e segue vigna e vinificazione. Hanno due ruoli diversi e un'unica idea di vino: restare fedeli alla tradizione pugliese, ma con uno stile più giovane, fatto di eleganza, equilibrio e freschezza. È una scelta precisa in una terra che spesso punta tutto sulla potenza.
Solo vitigni autoctoni. In cantina entrano solo Primitivo, Negroamaro, Fiano e Bianco d'Alessano, per circa 130.000 bottiglie l'anno. Jorche segue l'intera filiera, dalla vendemmia interamente manuale all'imbottigliamento. I vini affinano in botte grande, in barrique e nei capasoni, le antiche anfore di terracotta pugliesi.
I vigneti. Le vigne sono distribuite in zone diverse: alcune ai lati della cantina, altre di fronte, altre ancora vicino al mare, e c'è anche un vigneto ad alberello a Sava.
La Masseria. Dal 1990 la famiglia ha acquistato e restaurato una masseria di fine Seicento. Nell'antico frantoio ipogeo del Settecento oggi c'è il ristorante, dove gli ospiti trovano tutti i vini Jorche e possono degustarli durante i pasti. Tour e degustazioni si svolgono invece in cantina, dove si scoprono da vicino i vini e il lavoro della famiglia.
Sostenibilità concreta. L'azienda è energeticamente autonoma grazie alle fonti rinnovabili e gestisce la campagna con attenzione all'impatto sul territorio.
Più di cent'anni di Primitivo, riletti con uno sguardo contemporaneo.













